La cantina di Kappa

Poesse il vino... Un giorno questo blog raggiungerà le 100.000 visite senza mostrare le tette.

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In cantina

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Witness Journal

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mercoledì, 24 giugno 2009




( Chiaroscura )

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giovedì, 11 giugno 2009

Ieri mi è capitato di ascoltare questo :
Hai mai conosciuto qualcuno che è semplicemente "troppo buono"? All'inizio è irritante. Poi capisci che è irritante perchè ti ricorda sempre quello che non sei. Che non sarai mai buono quanto lui. E poi pensi "Perchè non posso esserlo?". E prima che te ne renda conto, quell'ingenuo idiota che avevi preso in giro ti ha reso una persona migliore.
Tempo fa mi ero costruito una vita, avevo delle certezze, guardavo il mondo come se fosse tutto uguale, come se fosse qualcosa che non mi riguardasse. Davanti pensavo avessi avuto solamente quello che mi sarei aspettato. Niente rischi , nè scossoni. Il cielo non ha colori, tutto è piatto, poi...si fa grigio, il vento si alza, arriva la tempesta, e la vita viene travolta da un'onda che mi ha portato lontano, in un altro mare, mi ha portato nel mondo. Oggi quando ascolto persone che mascherano il cinismo con il realismo, che non hanno più sogni nella loro vita, mi viene tanta tristezza, perchè ero quello che non sono più. Perchè è quello che mi ha tenuto lontano dalla vita. Ma ci sono due cose che non sono cambiate e non cambieranno mai. La mia testardaggine e l'onestà.  Ho fatto dell'onestà la mia unica risorsa, quella che la sera, mi consente di guardarmi allo specchio e che mi fa pensare che quello che ho fatto, l'ho fatto cercando di essere nel giusto. Oggi, questo paese, credo abbia perso la capacità di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Non ci trovo niente di giusto quando persone che hanno perso il lavoro per l'operato disonesto di chi ora non potrà più essere incriminato vengono bastonate perchè protestano, questo non è giusto. Non è giusto che a pagare siano i deboli. Chi sbaglia deve pagare, sempre e comunque. Questo mi è stato insegnato da chi è venuto prima di me e questo insegnerò a chi verrà dopo di me, se verrà. Ma ora ciò che posso fare, nel mio piccolo, ora, è scriverlo, perchè presto, con la nuova legge non si potrà fare più nemmeno quello, perchè a breve, non si potrà parlare più della disonestà di chi governa il paese. Vorrei un paese dove si lavori nella direzione di crescere la cultura, quella civile, quella sociale, quella che ci dovrebbe rendere persone migliori. Vorrei un paese che applichi le leggi, che non faccia sconti, che sappia essere giusto, con chiunque. Che sappia essere generoso e che sappia riconoscere i meriti. Che sappia integrare anzichè ghettizzare, che sappia far crescere il senso di comunità, e che renda le persone orgogliose, e libere. E questo paese invece sta andando nella direzione opposta. Oggi ho firmato l'appello di Repubblica per chiedere l'annullamento della legge sulle intercettazioni, come Saviano, come Camilleri, come Vinicio Capossela e tanti altri. Io non ho mai avuto nulla da nascondere, anzi, ho aperto un blog proprio per questo. E oggi questo blog ha preso una posizione. Forse sono un sognatore, ma è quello che sono, e spesso è stato  tutto quello che mi era rimasto.

Ecco il  Link per firmare.

P.s.: Se vi capita di andare in edicola, e prendete Out of The Box, mi troverete a pagina 70 e 71.

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martedì, 12 maggio 2009




( Belong to  )

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venerdì, 08 maggio 2009

 

( Dormire, forse Sognare )

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sabato, 02 maggio 2009





( May Be )

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martedì, 28 aprile 2009

 

( Twentyfive )

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venerdì, 24 aprile 2009

(Colonna sonora: Lift Me, Madrugada)

Auduiudu, caro Kappa? Ci sto dentro, abbondantemente direi. Stamattina ad esempio, un risveglio che sa di biscotti caldi, un gatto che ha dimenticato come si miagola e quindi tuba, un occhiata veloce allo specchio e rendermi conto di essere esteticamente pregevole come l'architettura popolare bulgara, nonostante e soprattutto questo iniziare già sorridendo e fottendomene in silenzio. E poi trovare l'ascensore al piano, mettere nell'ordine: Hooverphonic, i System of a Down, gli Iron & Wine e gli Yeah Yeah Yeahs senza soluzione di continuità, ma che facevano di un pendant con il profumo dell'erba bagnata dalla pioggia notturna e quella spruzzatina di sole. Passo scorrevole a fianco di qualche ricordo di questi tre anni e mezzo in cui sono tornato alla vita, in cui ho scelto virando a tutta forza. Ed essere in anticipo senza affanno, trovare posto sul treno e leggermi Internazionale e poi Pennac, arrivare in Cadorna  e la metropolitana si blocca, intorno il panico, io sorrido, vado controcorrente ad una mandria di umori incinghialiti, e me ne fotto sonoramente, tre fermate a piedi, attraversando gli incroci con Josè Gonzalez. E anche Milano sembra bella. Anche se ad ogni incrocio oggi sarei potuto essere a Parigi, Londra, San Francisco o Sidney. E stasera avrò un rullino da scansionare, di cui , probabilmente, ne saranno uscite due decenti ad essere ottimisti (certo scattare con una Medio Formato anni'50 tedesca, con messa a fuoco intuitiva sulla distanza e rullino a colori scaduto da un paio d'anni, non è che siano di tutto sto aiuto eh). Non penso di essere fortunato perchè vivo giornate come queste, in fondo non penso sia accaduto niente di spettacolare, ma penso di esserlo perchè riesco a vederne la bellezza, quello si.

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lunedì, 20 aprile 2009

 

( Lift Me )

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lunedì, 30 marzo 2009

(Colonna sonora: Divenire, Ludovico Einaudi)

Sono tornato da una settimana, ed ho ancora addosso degli istanti. Dei nuovi istanti, istantanee della mia vita.
Altre migliaia di chilometri, lontano , sempre di più, sempre oltre, me lo sono promesso ormai da un pò di tempo, non avrei reso vita facile al destino, e oggi, mentre ne scrivo, sorrido ad occhi semichiusi.
Ho vissuto nuove albe, sotto altre latitudini, nuove foto, e poi....
Poi un istante, uno di quegli istanti magici, uno di quei momenti che restano incastonati per tutta la vita in mezzo al cuore, un promontorio ad ovest del mondo, il vento a millemila all'ora, il cappuccio che cala sulla mia testa, occhiali da sole, per impedire a quel tramonto di accecarmi, un'aria densa, un'aria impetuosa fatta di mille sospiri , fatta del profumo dei ricordi, l'odore del sale e l'urlo dell'oceano, lì, steso nella sua immensità, i leoni di mare, lì sotto che gridano, e io mi sento in una delle vette che ho toccato in questa vita, e la macchina che scatta, e scatta e scatta ancora, dentro di me sento tutta la mia anima che scorre che viaggia e che ama questa vita. Sentirmi circondato di immenso, del suono di ogni nota, del profumo di ogni cosa e della luce di ciò che è possibile vedere in questa esistenza. Se tanto tempo fa mi fossi posto delle domande, questa era la risposta. Grazie a tutte le persone che mi amano, senza di voi guarderei, ma non vedrei nulla.

Eccomi, quel giorno.

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foto, che poi sarei io

sabato, 07 marzo 2009

Durante la settimana che ora osserviamo allontanarsi dal retrovisore, ho compiuto 34 anni. E li ho compiuti nel migliore dei modi, ci sono e ci sono bene. Diciamo che la carrozzeria, ma soprattutto la meccanica funzia, anche se qualche bozzetta e qualche spia c'è, e nonostante faccia un pò fatica ad avviarmi, poi a piedi non ci finisco. Il parallelismo con la mia macchina non poteva che calzare a misura, dato che ormai l'unica spia che non indica il quadro è quella dell'extra ball.
Tra due settimane me ne andrò in California, sulla Gold Coast, per un workshop fotografico su paesaggi e fotografia naturalistica, come premio per il concorso internazionale vinto lo scorso anno.
A parte i chili di troppo da goloso impenitente che dopo aver sfrattato la nicotina dal corpo fatica a tenere la linea, e ogni tanto qualche periodo di black out neuronale ( per intenderci, quando la mia gatta guarda per ore fuori dalla porta finestra a fissare il sacchetto spostato dal vento, ha più attività di me), e qualche acciacco rognoso, sto bene. Sto banalmente, semplicemente, incredibilmente bene. Sto bene in questa vita nonostante sia sempre più stanco di questo paese sull'orlo della bancarotta economica e sociale, nonostante 8 volte su 10 la pensi sempre diversamente dalla massa, nonostante abbia chiuso le porte a tante cose, nonostante acciacchi, nonostante mi sia smazzato cose che per altre persone ne sono diventati i chiodi della loro croce. E questo penso che lo debba al fatto di aver pagato in contanti, fino all'ultimo centesimo emotivo, per i miei errori. Oggi ho la mia vita, ho le mie scelte, e ho la mia fotografia.
Tanto tempo fa, all'inizio di questa passione, avrei voluto mettere in una foto ciò che sentivo, volevo che la foto venisse esattamente come la pensavo in testa. Ho superato questo. Oggi la fotografia per me è diventata qualcosa di più, aldilà dei successi che sono arrivati inaspettati in questi tre anni. Oggi, eccetto le macchine a pellicola, con cui fotografo per puro piacere ludico, la mia fotografia è diventata qualcosa di molto più intimo, di molto più introspettivo. La mia fotografia risente completamente del mio stato d'animo, delle mie scelte, della mia interpretazione, e ora sono in una sorta di mare aperto, come aver trovato una collina su in alto, o un oasi in pieno deserto. Ho sempre fotografato con animo e cuore, e tanta tanta testardaggine nel credere in ciò che facevo, più per non affondare che per emergere. E molto spesso il mondo fotografico è talmente pieno di competizione e di invidie, a volte da scoraggiarti al punto tale che seguire la propria strada è l'unica alternativa possibile per poter mantenere la propria sensibilità fotografica. Io ho scelto di seguire la mia, fino in fondo.
E penso che l'essenza della mia fotografia sia nient'altro che questo:

Diventato una pura attenzione dei sensi, fluttuo senza pensieri e senza emozioni. [...] Come vorrei, lo sento in questo momento, essere una persona capace di vedere tutto questo come se non avesse con esso altro rapporto se non vederlo [...]. Non aver imparato fin dalla nascita ad attribuire significati usati a tutte queste cose; poter separare l'immagine che le cose hanno in sé dall'immagine che è stata loro imposta. [...] Smarrisco l'immagine che vedevo. Sono diventato un cieco che vede. [...] Tutto questo non è più la Realtà : è semplicemente la Vita.

(Fernando Pessoa)

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